Pignoramento dello stipendio: le novità introdotte dalla nuova Legge di Bilancio 2020

Pignoramento dello stipendio: le novità introdotte dalla nuova Legge di Bilancio 2020

Come funziona il pignoramento dello stipendio nelle azioni di recupero credito e le ultime novità. Ecco come rintracciare il posto di lavoro

Il Pignoramento dello stipendio rientra nei provvedimenti esecutivi di cui ci si può avvalere per recuperare un credito nei confronti di un debitore. Più precisamente rientra nella casistica del pignoramento presso terzi, in quanto ha per oggetto beni del debitore (stipendio, pensione), che sono nella disponibilità appunto di terzi (banca, ufficio postale, istituto di previdenza, datore di lavoro). Conoscere il lavoro del debitore è, dunque, importante per recuperare il credito. 

Il Pignoramento dello stipendio è, spesso, la misura maggiormente consigliata perché più immediata nel caso di una procedura di Recupero Crediti. Affinché si possa procedere è, però, necessario disporre di un titolo esecutivo, come una sentenza di primo grado o un decreto ingiuntivo.

Legge di Bilancio 2020

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto alcune importanti novità. Prima su tutte, sono stati accelerati sensibilmente i tempi messi a disposizione per ultimare la procedura. Nel caso di debiti verso la pubblica amministrazione, ora i creditori potranno procedere subito dopo la mancata risposta alla prima intimazione di pagamento, rendendo la procedura di pignoramento molto più veloce.

Non possono essere toccati, inoltre, i crediti alimentari e quei crediti che hanno come oggetto sussidi di sostentamento. Nel caso di pignorabilità dello stipendio, secondo la normativa attuale questi corrispondono a:

un quinto, quando si tratta di debiti di lavoro o di tributi provinciali e comunali omessi
un terzo, quando la pendenza riguarda gli alimenti dovuti per legge.

È previsto che il pignoramento debba assicurare quello che viene definito minimo vitale. Significa che c’è un limite massimo al di sopra del quale non è possibile pignorare un solo centesimo dello stipendio. Le quote pignorabili, il cui calcolo si fa sul netto e non sul lordo, sono:

1/10 dello stipendio quando l’importo è inferiore ai 2.500€
1/7 dello stipendio se l’importo è inferiore ai 5.000€
1/5 dello stipendio quando l’importo supera i 5.000€.

L’aver stabilito tali quote fa si che, in termini pratici, non vi siano stipendi che non sono pignorabili.

Come funziona il pignoramento dello stipendio e i limiti di legge

Esistono due tipi di pignoramento dello stipendio, quello presso il datore di lavoro e quello presso la banca, o l’ente, presso cui è accreditato lo stipendio. Nel primo caso il creditore può notificare l’atto di pignoramento al datore di lavoro del debitore.

Successivamente, per poter procedere, le parti verranno convocate davanti al giudice civile per verificare la sussistenza e la consistenza dei debiti e dei crediti, dopo di che verrà emanato decreto che autorizza la procedura di pignoramento. Il datore di lavoro potrà trattenere, così, una parte dello stipendio netto, che andrà al creditore fino a estinzione del debito.


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Diverso è il sistema di pignoramento dello stipendio presso conto bancario o postale. In questo caso non è coinvolto il datore di lavoro che continuerà ad erogare lo stipendio pieno al lavoratore, ma l’intermediario bancario. La procedura presso il tribunale è la stessa, con comparizione delle parti e decreto che autorizza il pignoramento, ma l’azione esecutiva si differenzia a seconda se le somme siano state accreditate sul conto prima o dopo la notifica del pignoramento.

Nel primo caso, il limite massimo pignorabile della retribuzione è pari al triplo dell’importo dell’assegno sociale (459,83 euro per 13 mensilità). Dunque, seguendo tale ragionamento, se lo stipendio è già accreditato sul conto corrente, la somma che non può essere pignorata è pari a 1.379,49 euro. Per esempio se sul conto ci sono 10.000 euro, il creditore potrà pignorarne 8.620,51. Nel secondo caso, invece, se la retribuzione è accreditata sul conto dopo la notifica, il limite massimo di pignoramento è di un quinto dello stipendio.

Come rintracciare il posto di lavoro

Rivolgendosi a società specializzate è possibile avere tutte le informazioni necessarie a rintracciare il posto di lavoro. Il Rintraccio Attività Lavorativa di Revela è un servizio che fornisce un report dettagliato e investigato sulla posizione lavorativa del soggetto debitore ed anche eventuali attività imprenditoriali o presenza di cariche aziendali o partecipazioni.


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Il rintraccio del posto di lavoro diventa un’informazione fondamentale e, quindi, un servizio propedeutico al pignoramento dello stipendio o della pensione. È molto utilizzato anche da avvocati, nei casi di Diritto di Famiglia, nei quali venga richiesto l’adeguamento dell’assegno di mantenimento.

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