Pignoramenti: finisce la tregua concessa dal fisco

Pignoramenti: finisce la tregua concessa dal fisco

Non passa al Senato il rinvio della sospensione. Dal 15 ottobre tornano le notifiche di cartelle esattoriali e i pignoramenti

Decade tra pochi giorni il blocco dei pignoramenti: non ci sarà, almeno per il momento, nessuna proroga. La Commissione Bilancio del Senato non ha, infatti, approvato la richiesta dell’estensione al 30 novembre della sospensione della riscossione forzosa.

L’agente pubblico di riscossione, dopo la pausa fiscale, è pronto a rimettersi in moto e saranno 9 milioni le cartelle esattoriali che si vedranno recapitare gli italiani a partire dal 16 ottobre. Le cose potrebbero, però, cambiare. Non è escluso, infatti, che un nuovo Decreto possa prorogare i termini di scadenza di altri 45 giorni, fino al 30 novembre o anche a fine anno, come chiesto dalle opposizioni al Senato.

Il Decreto di agosto aveva fatto slittare dal 31 agosto al 15 ottobre il periodo di salvaguardia dei debitori, vietando di notificare le cartelle di pagamento e anche di intraprendere nuove azioni esecutive o cautelari. Superato questo termine, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione potrà, dunque, riprendere le tradizionali azioni cautelari ed esecutive, come i fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti di stipendi, pensioni e anche su conto corrente.


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Al tempo stesso, soggetti terzi (come banche o altri istituti che abbiano concesso prestiti, mutui o qualsiasi tipo di pagamento rateizzato) potranno pretendere che siano corrisposte le rate fino a quel momento congelate. Per evitare che questi richiedano pagamenti di tutte le mensilità in un’unica soluzione, il Governo ha predisposto una soglia di tolleranza corrispondente a 10 rate congelate, per il ritorno a pagamenti a cadenza mensile. Questo permetterà ai contribuenti di riprendere a pagare come se nulla fosse accaduto, come avverrebbe nel mese immediatamente successivo, e le rate saranno semplicemente slittate dei mesi corrispondenti.

Dichiarazione dei redditi Partite Iva e professionisti

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato, invece, un emendamento al decreto Agosto che proroga lo stop dei versamenti da dichiarazione dei redditi per partite Iva, negozianti, pmi, artigiani e professionisti: entro il 30 ottobre possono pagare il saldo 2019 e il primo acconto 2020. La proroga è applicata a quei soggetti che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Pignoramento dello stipendio e Legge di Bilancio 2020

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto alcune importanti novità per quanto riguarda il Pignoramenti dello stipendio. Prima su tutte, sono stati accelerati sensibilmente i tempi messi a disposizione per ultimare la procedura. Non possono essere toccati, inoltre, i crediti alimentari e quei crediti che hanno come oggetto sussidi di sostentamento. C’è, poi, sempre un limite massimo al di sopra del quale non è possibile pignorare un solo centesimo dello stipendio.

La legge prevede, poi, un elenco di beni che non può mai essere sottoposto a pignoramento, e quindi ad esecuzione forzata, come i beni di famiglia, sussidi di sostentamento, pensione di reversibilità, polizze sulla vita. Qui trovi l’elenco completo dei beni impignorabili.

Le informazioni nel recupero crediti

Nel caso del recupero crediti giudiziale è necessario analizzare, in maniera approfondita, la posizione del debitore, per capire se è effettivamente in grado di pagare. Giocano un ruolo fondamentale la tempestività e l’elaborazione di indagini più approfondite.

Le informazioni  riguardano la posizione lavorativa o pensionistica per valutare la solvibilità della persona e, quindi, il pignoramento dello stipendio, e il rintraccio del conto corrente. È possibile conoscere anche eventuali protesti, pregiudizievoli, visure catastali, partecipazioni in altre società o fare un’Indagine Patrimoniale più approfondita sulla persona o sull’impresa.

I servizi di Revela sono elaborati con una vera e propria matrice investigativa e vanno dal Rintraccio anagrafico al Rintraccio redditi da lavoro o pensione, dal Rintraccio conto corrente all’elaborazione di indagini più approfondite.

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