Non riesci a trovare gli eredi? Ecco come fare

Non riesci a trovare gli eredi? Ecco come fare

Scoprire chi sono gli eredi del defunto, o dove si trovano, può risultare parecchio difficile. Come rintracciarli? Revela ti assiste e ti fornisce tutti i dati utili alla loro reperibilità

Chi sono gli eredi? Dove sono? Capita spesso di farsi queste domande perché magari gli eredi si sono trasferiti o non sono più rintracciabili poiché hanno interrotto da tempo i rapporti con il de cuius e, quindi, non sono a conoscenza della sua morte. Così, scoprire chi sono gli eredi del defunto, o dove si trovano, risulta parecchio difficile.

Indipendentemente dalla presenza di un testamento, l’istituzione di un erede rappresenta il principale aspetto della successione, in quanto prevede e consente il trasferimento del patrimonio del defunto (sia crediti che debiti) in capo ai successori.

Ma come si fa a rintracciare gli eredi? In Italia non esiste una norma o una figura professionale pubblica che ha come compito di farlo.

Esistono, però, professionisti dell’investigazione come Revela che, in tempi brevi, ti assistono nella ricerca in ordine di successione con tutti i dati utili alla loro reperibilità e anche con l’indicazione dell’accettazione o rinuncia all’eredità.

Come si rintracciano gli eredi?

Per avere informazioni utili al rintraccio, prima di tutto si verificano i dati del decesso, luogo e data, per poi passare alla ricerca vera e propria degli eredi legittimi.

Successivamente si procede con l’identificazione anagrafica dei soggetti trovati e alla loro reperibilità, residenza e domicilio. Per completare è possibile verificare anche l’eventuale accettazione o rinuncia eredità.

I successibili non sono, però, automaticamente eredi, ma semplici “chiamati all’eredità”. È necessaria, infatti, un’accettazione formale dinanzi al notaio per acquisirne il titolo. 

L’art.754 c.c. stabilisce che “gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione della loro quota ereditaria e ipotecariamente per l’intero.” In altre parole, quando il successore accetta l’eredità, questo subentra nelle situazioni giuridiche soggettive del de cuius, sia nel patrimonio attivo, sia nelle passività. 

Gli eredi possono rinunciare all’eredità?

L’eredità può essere costituita da beni immobili e mobili, conti correnti, quote societarie e da passività, come debiti verso terzi, verso l’erario, verso banche e ipoteche.

Può succedere che le seconde siano superiori alle prime. In questo caso gli eredi dovranno attingere al loro patrimonio personale per sanare i debiti del defunto in quanto, con l’accettazione dell’eredità, espressa o tacita, si determina la “confusione dei patrimoni” tra il defunto e gli eredi in proporzione alle rispettive quote.


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Le soluzioni sono due: gli eredi rinunciano all’eredità o accettano l’eredità con beneficio di inventario. In quest’ultimo caso il patrimonio del defunto resta distinto dal patrimonio dell’erede e, pertanto, quest’ultimo non pagherà i debiti del de cuius con le proprie sostanze, bensì solo nei limiti dell’attivo ereditario della propria quota. 

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