Due Diligence: perché è importante per la valutazione degli NPL

Due Diligence: perché è importante per la valutazione degli NPL

Prima di acquistare un portafoglio NPL è necessario valutarlo attentamente con una Due Diligence, fondamentale soprattutto nel caso di un elevato numero di posizioni

La Due Diligence è un’analisi approfondita utile a fare la scelta giusta in fase di valutazione di un portafoglio NPL. È, quindi, indispensabile per chi si occupa di Non Performing Loans, conosciuti anche come Crediti Deteriorati.

Il processo di acquisizione degli NPL ha inizio quando i soggetti titolari del credito (originator) immettono sul mercato i portafogli che intendono cedere. Che si tratti di banche, istituti finanziari, enti pubblici o società commerciali, occorre valutarli attentamente.

È in questo ambito che si inseriscono i professionisti del settore, con competenze in ambito investigativo e di gestione e recupero crediti, che possano fornire tutte le informazioni commerciali investigate necessarie a concorrere alla definizione dell’effettivo rischio di insolvenza di quel credito e al prezzo complessivo e attento dell’intero portafoglio.

La Due Diligence consiste, infatti, in una serie di analisi e valutazioni relative ai portafogli di Crediti Deteriorati: la qualità delle informazioni e la velocità di reperimento sono, ovviamente, di fondamentale importanza.

La situazione degli NPL in Italia

In Italia ci sono, secondo la stima dell’Osservatorio NPL di Banca IFIS, 325 miliardi di Crediti Deteriorati lordi da gestire: 246 miliardi di euro di sofferenze bancarie, a cui si sommano 79 miliardi di euro di Unlikely to pay (UTP). Entro fine 2020, si stimano 37 miliardi di euro lordi di transazioni NPL, in aumento rispetto ai 32 miliardi di euro lordi transati nel 2019.

Banca IFIS si conferma al secondo posto tra gli investitori (18,6 miliardi di euro di NPL rilevati dal 2015 al 2019) preceduta solo da Quaestio Management Capital ((29,2 miliardi di euro di acquisti). I principali originator, invece, sono stati: Unicredit con 41,5 miliardi di euro di NPL ceduti, MPS con 32,8 miliardi di euro, Banco BPM (16,3 miliardi) e Intesa Sanpaolo 13,8 miliardi.


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La consistenza degli NPL aveva raggiunto, sempre in Italia, il massimo nel 2015 ed è successivamente iniziata a calare. Sulla forte crescita dei crediti deteriorati ha inciso la pesante contrazione economica negli anni della crisi, aggravata da alcuni fattori specifici del nostro Paese. In particolare dai tempi lunghi di recupero dei crediti, dovuti alle lungaggini della giustizia civile, ma anche dallo scarso sviluppo di un vero e proprio mercato dei NPL, almeno fino a pochi anni fa.

Oggi, invece, quello dei Crediti Deteriorati, considerato un settore tra i più critici e in continua evoluzione, è diventato un argomento oggetto di confronto. Se ne sta, infatti, discutendo maggiormente anche con congressi dedicati, come NPL & UTP 6° Congresso nazionale di Giurimetria, Banca e Finanza. L’importante evento, a cui Revela ha partecipato in qualità di sponsor, si è tenuto ad ottobre scorso ed è stato l’occasione giusta per approfondire l’argomento con diversi esperti e da diverse prospettive.